Il Processo di Trasparenza di Google

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Google è il sito web più visitato al mondo e come tale dispone di una moltitudine di informazioni vastissima, riguardanti anche le richieste di rimozioni di contenuti che quotidianamente riceve. Per dimostrare l’enorme mole di richieste ricevute, Google ha deciso di produrre da qualche anno il “Rapporto sulla Trasparenza” con l’obiettivo di condividere con i suoi utenti da tutto il mondo, come le normative di ogni paese e gli interventi del Governo, possono incidere sulla privacy, sull’accesso ai dati e sulla sicurezza di tali dati. Google basa tutto sui concetti di trasparenza, tanto che “la trasparenza è un valore fondamentale per Google. In quanto azienda, è nostra responsabilità garantire la massima trasparenza del flusso di informazioni relativo ai nostri strumenti e servizi. Siamo convinti che fornire più informazioni significa offrire all’utente più scelta, più libertà, quindi più potere”.

Il processo di trasparenza di Google ha come mission quella di mostrare come ogni paese ha in sé dei propri procedimenti legali, proprie soluzioni tecnologiche, che influiscono ovviamente sulla sicurezza e la privacy degli utenti e anche sulle modalità con cui vengono prese in carico le richieste per la rimozione dei dati personali dal web. Google dimostra come non ci sia una risposta prestabilita alle varie richieste, in quanto ogni richiesta deve essere valutata caso per caso, identificando soprattutto quali sono le normative vigenti del paese in cui viene fatta la richiesta. All’interno del Transparency Report Google sono stati inseriti vari grafici che intendono offrire agli utenti i dati dei vari paesi del mondo e quindi anche le ricerche statistiche in riferimento. Ad esempio emerge dai grafici sulla sicurezza cibernetica, che la Cina è il primo paese al mondo con la percentuale più alta per attacchi di malware e phishing.

Google ritiene inoltre di fornire alcune richieste che vengono sottoposte in merito alla rimozione dei dati personali dai risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea. Google ha deciso di diffondere alcune di queste richieste, ovviamente per motivi di privacy senza inserire i dati del mittente, ma esclusivamente citandolo a linee generali, per far comprendere all’utente quali possono essere le richieste che vengono rifiutate, la motivazione del rifiuto o dell’accettazione e chi interviene nel processo di decisione finale, come ad esempio nel caso dell’Italia, l’Autorità Garante per la Privacy. A tal proposito Google trasmette, sempre se le leggi locali lo consentono, i dati al Progetto statunitense Lumen, il quale ha come obiettivo principale quello di disporre di un database sfogliabile dagli utenti della rete, in merito alle richieste di rimozione dei contenuti da Internet.