La popolazione mondiale aumenta e non fa bene al Pianeta

Quante volte vi siete chiesti: ma quanti siamo nel mondo?..

La popolazione mondiale aumenta e non fa bene al Pianeta

Quante volte vi siete chiesti: ma quanti siamo nel mondo? Prima di rispondere a questa domanda, dovreste sapere che le statistiche sulla popolazione mondiale abbondano ma hanno tutte un’unica direttrice: riuscire a prevedere quando (e se) si fermerà finalmente questo periodo di eccessiva crescita demografica che, almeno a sentire gli esperti, potrebbe fare tutt’altro che bene al nostro Pianeta.

 

Perché l’aumento della popolazione mondiale non è un bene

Già ad oggi, infatti, saremmo oltre 7,5 miliardi e le stime sulla popolazione mondiale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sarebbero in rialzo per almeno i prossimi cento anni: nel 2030 dovrebbe essere toccata la cifra di 8,5miliardi, nel 2050 si arriverà agli oltre 9,7 e nel 2100 la popolazione potrebbe essere addirittura di ben oltre gli 11miliardi. Le cause di una crescita così rapida e incessante? Non andrebbero cercate tanto nell’aumento dei tassi di natalità, quanto nell’abbassamento di quelli di mortalità e nell’innalzamento dell’età media. In altre parole: al mondo siamo sempre di più non solo e non tanto perché nascono sempre più bambini, ma sopratutto perché si muore meno e si vive più a lungo. L’aumento della popolazione globale, in altre parole, è strettamente correlato al maggiore benessere economico, a migliori condizioni igienico-sanitarie e a un sistema di welfare statale più efficiente e generalizzato.

 

Che potrà mai esserci di negativo nell’aumento della popolazione? I rischi legati al sovraffollamento, direbbero gli esperti. Rischi più concreti di quanto si possa immaginare e che hanno a che vedere soprattutto con la disponibilità di risorse. Già oggi, ogni agosto viene celebrato quello che è chiamato Overshoot Day, cioè il giorno in cui vengono esaurite tutte le risorse (alimentari, energetiche, d’acqua, eccetera) disponibili per quell’anno: sei mesi prima del dovuto. Alcune stime, tutt’altro che rassicuranti, della FAO parlano invece di oltre il 73% di risorse idriche in meno per singolo abitante entro il 2050. Ecco perché non siamo pronti ad affrontare un incessante aumento della popolazione mondiale. Senza considerare, tra l’altro, che ciò significa una costante urbanizzazione in più, più disboscamento, meno polmoni verdi, più effetto serra e, a valanga, una serie di danni ambientali incalcolabili.