Prestito vitalizio ipotecario: che cos’è e come richiederlo nelle banche aderenti

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Il prestito vitalizio ipotecario è una sorta di finanziamento rivolto a tutti coloro che hanno compiuto almeno sessanta anni di età e che possiede un immobile di proprietà. Questo finanziamento permette a chi lo richiede di ottenere una certa liquidità, garantendola con una ipoteca posta sull’immobile e dunque senza bisogno di vendere la propria casa o di ricorrere alla nuda proprietà. Questa nuova forma di prestito è stata resa legale con una legge che è entrata in vigore lo scorso maggio del 2016 e che è diventata operativa soltanto a partire da fine dicembre.

Che cos’è il prestito vitalizio ipotecario

Come descrive precisamente PrestitoVitalizioIpotecario.eu il prestito vitalizio ipotecario è una nuova misura che consente di facilitare l’accesso al credito da parte di tutte quelle famiglie che hanno bisogno di liquidità e che come garanzia hanno una casa. Attraverso questo prestito tutte le persone che hanno compiuto sessanta anni e che possiedono un immobile ha la possibilità di richiedere una somma di denaro in cambio di una stipula di un mutuo, a garanzia del quale vi è iscritta una ipoteca sull’immobile.

Attraverso questo prestito, il beneficiario potrà ottenere una importante somma di denaro, senza essere obbligato a vendere la propria casa o altri beni di famiglia. La proprietà dell’immobile infatti resta al beneficiario. Nel momento del decesso del beneficiario, gli eredi potranno decidere di riscattare il bene oppure di farlo vendere dalla banca, la quale poi coprirà il debito con il ricavato, lasciando poi l’eccedenza agli eredi.

Con il prestito vitalizio ipotecario, una persona che ha compiuto sessanta anni (prima il limite era fissato a sessantacinque anni) ed è proprietario di un immobile può chiedere alla propria banca o ad un istituto finanziario di convertire parte del valore teorico della propria casa in contanti, stipulando con la banca un contratto di finanziamento. In altre parole: il beneficiario in possesso dei requisiti necessari può chiedere alla banca, a fronte dell’ipoteca sulla casa, di erogare una liquidità pari ad una parte del valore di mercato dell’immobile di cui il beneficiario è proprietario. Questa somma non andrà rimborsata interamente attraverso il finanziamento. Ma vanno restituiti solamente gli interessi e le spese, secondo un piano di rimborso graduale concordato dal beneficiario e della banca nel momento in cui viene stipulato l’accordo. Sulla quota degli interessi e delle spesa da restituire non verrà applicata la capitalizzazione annuale degli interessi.

Prestito vitalizio ipotecario, banche e beneficiario: cosa succede dopo il decesso?

Una volta deceduto il beneficiario, le somme che sono state erogate dalla banca a titolo di prestito vitalizio ipotecario devono essere restituite. A questo punto, gli eredi possono scegliere tra tre differenti soluzioni. In primo luogo possono restituire il prestito, riscattando in questo modo l’immobile. In questo caso, la decisione deve essere comunicata alla banca entro dodici mesi dal decesso.

La seconda opzione è quella di vendere l’immobile in accordo con la banca. Con i soldi ricavati dalla vendita si può procedere con il rimborso del prestito erogato in favore del beneficiario deceduto. Al fine di tutelare il beneficiario e gli eredi, l’importo del debito residuo non può superare quello relativo alla vendita. Per procedere con questa seconda opzione è necessario che la compravendita dell’immobile avvenga entro e non oltre dodici mesi dal conferimento.

Infine, c’è anche una terza possibilità. Ovvero lasciare l’immobile alla banca, che può decidere in questo modo di vendere ed estinguere il debito del beneficiario.

Nel caso in cui, trascorsi dodici mesi dall’apertura della successione, il credito della banca non risulti ancora essere onorato, allora l’istituto potrà vendere l’immobile. Ma prima di procedere dovrà far valutare il valore di tale immobile sulla base di una perizia predisposta da un professionista indipendente. Una volta venduto il bene, la banca trattiene per sé la sua parte per estinguere il debito. L’eventuale eccedenza dovrà invece essere ridistribuita agli eredi.